Avere un momento di dubbio, di perdita di equilibrio, di fatica, di scoraggiamento non significa essere malati, significa essere umani.

Essere umani significa soffrire per le nostre aspettative disattese, per una perdita, per un imprevisto, per scelte proprie o di chi ci è caro o vicino che non avremmo voluto così, per l’andamento di un mondo che non contempla tenerezza, rispetto, empatia; per la prepotenza, per un’offesa a noi o a chi amiamo; perché semplicemente oggi mi sento così. Significa sostituire le presunte certezze con le domande giuste per noi e saper stare in attesa della risposta che venga dal nostro interno e non dalla nostra mente o dagli altri; significa distinguere l’idea che abbiamo di noi dal significato vero che ha per noi una determinata esperienza, che si sente nel corpo e nel cuore. Significa venire a patti con il cambiamento, inevitabile, anche se non ci piace.

Significa vulnerabilità che non è debolezza, morbidezza che non è sottomissione, flessibilità che non è mancanza di identità, accettazione che non è rassegnazione. E anche connessione con il nostro mondo interno che non è isolamento e pesantezza; propensione all’accoglienza e accettazione di noi e degli altri che non è buonismo; accensione del cuore, dell’entusiasmo, della fiducia in ciò che unisce piuttosto che in ciò che divide, che non è illusione.

Io voglio stare con gli esseri umani.

Lascio andare lontani i supereroi e le eroine, chi sa sempre cosa fare, chi ha certezze non solo su di sé ma anche sugli altri, chi sporca la realtà di giudizi, chi non conosce e quindi fredda gli entusiasmi del cuore, chi manca di rispetto a me, agli altri, al pianeta, alle creature, chi sa sempre dire e fare la cosa giusta al momento giusto, chi sa cosa è bene o male soprattutto sulla vita degli altri e su come si dovrebbe fare, chi è volgare e violento anche solo a parole, chi sostituisce l’incontro vero con gli altri con una competizione, chi prevarica in tutte le gradazioni possibili, chi vede solo se stesso, chi è impaziente, chi è impermeabile al sentire e al dolore altrui, chi sorvola le esperienze senza lasciarsi attraversare, toccare, trasformare.

Evviva essere umani!

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