Ri-Tratto | Associazione Achillea Firenze

Ri-Tratto

Il ritratto fotografico è un diverso modo di conoscersi. Un porre attenzione, un ritrovarsi ed un riconoscersi.

Tramite il ritratto si ferma il proprio tempo per dedicarsi all’altro o a se stessi, per raccontare o raccontarsi. C’è qualcosa di profondamene biografico nel ritratto, come se una sintesi di tutti gli accadimenti passati si concentrasse su quel particolare volto, in quel particolare momento.

Cosi, si raccontano storie e si ripensano eventi.

Nel lavoro svolto attraverso la fotografia si può far emergere il punto di vista unico di ognuno, giacché ogni ritratto è sempre un punto di vista. Non solo, si è anche in grado di ridare poi forma a quella prospettiva, arricchendola di segni propri, di emozioni tramite colori, un proiettare parti di sé nell’altro, per accorgersi che abbiamo tutti qualcosa in comune, qualcosa che ci lega e ci rende simili: il ritratto come un’educazione all’empatia, alla consapevolezza e alla differenza.

Tratto, come tratto di penna, ma anche come tratto di strada e ri-tratto come una nuova e più sicura percorrenza o scrittura...una più accurata valutazione, un passaggio più convinto, un ri-pensare l’altro.

Importante è anche la preparazione al ritratto fotografico. Mettersi in posa, attendere, tenere gli specchi per la luce indirizzati sul volto, cercare di non muoversi conservando una concentrazione non facile da mantenere, aspettare il proprio turno e decidere se scattare nuovamente oppure no. Tutti elementi, questi, di uno stare in relazione con se stessi e con l’altro, ma anche con l’aspettativa di un qualcosa di ancora non visto, non conosciuto, ignoto.

Ritratto come arricchimento, ritratto come dono di una parte di sé al mondo, ritratto come visione di sé attraverso un altro sguardo, ritratto come coraggio di esserci.

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